L’attivista per i diritti umani Samuel Colombo denuncia la compagnia aerea Swiss International Air Lines per violazione dei diritti umani, abuso di potere e comportamento fuorilegge

Ecco di seguito l’incubo vissuto nel periodo natalizio dal sig. Foday Osman Turay, ambasciatore di Freedom, organizzazione che lotta per i diritti umani, raccontato dal suo fondatore e presidente Samuel Colombo.

In data 26 dicembre 2023 il nostro ambasciatore Foday Osman Turay si trovava nell’isola di Sal (Capo Verde). Dopo aver trascorso il Natale in questa splendida località era pronto per partire per una vacanza a Santa Cruz (Bolivia) dove avremmo avuto anche qualche riunione con la nostra organizzazione “Freedom“, che lotta per i diritti umani. Ritorno previsto, sempre su Sal (Capo Verde), il 27 gennaio 2024.I documenti erano tutti in regola ma per qualche strano motivo al sig. Foday Osman Turay non è stato permesso di viaggiare.Il volo con partenza da Sal (Capo Verde) alle 11.40 del 26 dicembre mattina prevedeva uno scalo a Zurigo (Svizzera) di 1 ora e 45 minuti e poi a San Paolo (Brasile) di circa 3 ore. L’arrivo a Santa Cruz (Bolivia) era previsto per le 11.55 del 27 dicembre 2023. La tratta Sal-Zurigo-San Paolo operata da Swiss International Air Lines. Quella invece da San Paolo a Santa Cruz da Gol.Quell’aereo, dal sig. Foday Osman Turay, non è mai stato preso. Perché? Bloccato al check-in. Motivazione? Documenti sospetti.Questo ciò che ci è stato riferito.Ma quali sarebbero stati questi documenti sospetti? Il passaporto sierraleonese? La carta che certifica che il sig. Foday Osman Turay è residente in Senegal rilasciata dall’ambasciata della Sierra Leone in Dakar (Senegal)? Oppure il documento rilasciato dall’ambasciata del Brasile in Dakar dal vice console che certificava il semplice scalo del sig. Foday Osman Turay a San Paolo (Brasile), che non sarebbe uscito dall’aeroporto e che anzi lo avrebbe lasciato entro 24h per poi prendere il volo successivo per Santa Cruz (Bolivia) come da biglietto mostrato?Si precisa inoltre che il sig. Foday Osman Turay, secondo la legge e i regolamenti, non era tenuto ad avere alcun visto sul Brasile (richiesto in un secondo momento da quelli della compagnia aerea) perché i bagagli, come anche riferito dall’assistente al check-in, sarebbero andati direttamente alla destinazione finale Santa Cruz (Bolivia). Regola confermata anche dall’ambasciata del Brasile in Santa Cruz (Bolivia): “Se i bagagli vanno direttamente alla destinazione finale non si ha bisogno di alcun visto sul Brasile“.Prima di partire, per essere sicuri e non avere problemi, era stata contattata anche l’ambasciata della Svizzera in Dakar dato che ci sarebbe stato uno scalo a Zurigo. La risposta dell’ambasciata è stata: “Se il sig. Foday Osman Turay di nazionalità della Sierra Leone rimane all’interno dell’aeroporto non ha bisogno di alcun visto“.In ultimo si precisa che i cittadini della Sierra Leone non hanno bisogno di alcun visto per recarsi in Bolivia perché “on arrival” ovvero viene dato all’arrivo una volta mostrata la documentazione.Ecco. In modo dettagliato abbiamo esposto come sono andati i fatti e tutti i documenti di cui eravamo in possesso. Come potete vedere, nel rispetto della legge e della legalità, sono stati compiuti tutti i passi necessari per poter partire. Ma non è stato sufficiente.Ora la domanda è: può una compagnia aerea sostituirsi alle ambasciate e all’immigrazione e, secondo pregiudizi infondati, decidere in modo arbitrario chi merita o è degno di poter partire e chi no?Questo purtroppo succede in un mondo dove domina l’anarchia e dove chi agisce correttamente spesso non è ascoltato. Anzi il più delle volte si trova abbandonato a se stesso e a dover combattere contro mulini a vento o veri e propri demoni, robot, che non hanno un minimo di buonsenso e che abusano del loro potere.
In ultimo ciliegina sulla torta. Il sig. Foday Osman Turay, sempre nelle vicinanze del check-in (all’aeroporto di Sal) dopo che gli era stato impedito di viaggiare stava esponendo il suo caso ad alcune persone lì presenti tra cui alcuni poliziotti. Ad un certo punto arriva un altro poliziotto che mettendo le mani addosso al sig. Turay, lo strattona e come un criminale, come un animale cerca di cacciarlo fuori dall’aeroporto con le sue valigie. O forse aveva intenzione di arrestarlo o addirittura picchiarlo. Non lo sappiamo con esattezza dato che non appena sono state messe le mani addosso al sig. Turay delle persone lì presenti sono intervenute a calmare il poliziotto esagitato e si sono messe tra il sierraleonese e la guardia. Dopodiché quando il sig. Turay ha minacciato di chiamare la BBC per denunciare l’accaduto il poliziotto si è dileguato.Una storia davvero incredibile. Assurda. Un incubo vissuto all’aeroporto di Sal.Quello che è successo è davvero grave. Noi denunciamo con la speranza che le autorità competenti facciano le verifiche del caso.Samuel Colombo