Viviana Colombo è la nuova ambasciatrice di Freedom: “Mi occuperò della violenza sulle donne io che l’ho vissuta in prima persona”

Viviana Colombo, classe 1977, laurea in Giurisprudenza, mamma di due splendide figlie, scrittrice e caporedattrice della rivista “La Dolce Vita” è ora anche ambasciatrice di “Freedom”, organizzazione che lotta per i diritti umani (vedi link), precedentemente “Solidarity” (organizzazione impegnata con progetti a sostegno della vita attiva in Sierra Leone dal 2014).Contattata in questi giorni dopo aver ricevuto l’incarico ci ha lasciato queste dichiarazioni che mostrano il peso di ciò che ha vissuto, sta vivendo ma soprattutto la voglia di non arrendersi e anzi di farsi portavoce di tutte quelle donne fragili, disperate, violate che soffrono, vivono l’inferno quotidiano e rischiano di non rialzarsi più.Possiamo riassumere il suo messaggio in un grido di speranza: “Non siete sole! Uniamoci!Ma ecco di seguito le sue parole:Vi siete mai chiesti cosa significa subire una violenza? Vi siete mai chiesti quali sono le conseguenze fisiche e psicologiche che una donna si porta dentro quando subisce una violenza? Vi siete mai chiesti perché molte volte le donne non denunciano o denunciano tardi? Tralasciando le ricattatrici o quelle assoldate per far fuori un personaggio famoso o scomodo.Ogni anno si contano i femminicidi, il numero delle donne che vengono violentate, picchiate, maltrattate. Un numero che aumenta sempre di più senza che nulla di concreto venga fatto dalle Istituzioni.A questo numero, poi, dobbiamo aggiungere tutte quelle donne che in silenzio continuano a subire umiliazioni e soprusi all’interno delle loro abitazioni. Violenze che rimangono nascoste tra le mura domestiche per paura, pudore, vergogna.Ecco, io come donna, sono stanca di rimanere in silenzio. Io, vittima di violenza domestica, voglio fare la mia parte. Voglio arrivare a tutte quelle donne che ogni giorno continuano a subire per mano di uomini (che non possono essere definiti tali) e che hanno paura di dire “basta!”Una paura giustificata dal fatto che non si sentono protette da una “Giustizia” che dovrebbe proteggerle. Paura perché sanno che le loro denunce non vengono prese sul serio e alimentano solo il desiderio di vendetta da parte dell’uomo. Paura perché si sentono sempre additate da un sistema che colpevolizza la donna e giustifica ogni comportamento abusivo dell’uomo contro di lei. Fanno parte, infatti, del parlare comune le espressioni: “L’ha voluto lei! Guarda come si vestiva, comportava, parlava.Non si sente mai parlare di:RISPETTO TRA UOMO E DONNA.Un rispetto che, sia chiaro, deve essere da ambedue le parti.Un rispetto che viene meno non tanto per le discussioni o i litigi che ci possono essere e ci sono in qualsiasi famiglia. Ma per la violenza e la sottomissione.A quelle donne fragili io mi rivolgo. A quelle donne stanche di subire io mi rivolgo.Viviamo in una società in cui il rispetto, nella maggior parte dei casi, va all’uomo e non alla donna che può essere calpestata violando il suo corpo, la sua anima, la sua dignità.Vi siete mai chiesti cosa prova una donna quando viene picchiata?Ve lo dico io che l’ho provato sulla mia pelle. Prova paura, vuole scappare e non riesce, cerca di difendersi come può ma sa che la forza del suo aggressore è sempre più grande della sua. Soffoca le sue lacrime e si sente completamente disarmata e sola. Si sente uno schifo ma non ha il coraggio di reagire. Sa che nessuno l’ascolterebbe e le crederebbe. Sa che ogni sua azione sarebbe inutile.Sapete poi quali sono i suoi pensieri se è mamma di figli minorenni?È terrorizzata all’idea che possa essere fatto del male ai suoi figli. Ha paura non solo per la propria vita ma soprattutto per quella dei suoi figli. Vuole proteggerli, difenderli, allontanarli da tanto orrore ma non sa come fare. Cosa fare.E sapete perché?Perché il più delle volte il sistema, invece di aiutare queste mamme a vivere in pace con i propri figli, chiama in causa gli assistenti sociali che portano via queste creature indifese proprio da quelle mani materne.Ti dicono di denunciare ma le denunce vengono archiviate o ritenute non sufficienti per essere prese in considerazione e quindi per essere protetta.Ti senti completamente sola.Allora io sono qui a dirvi che noi donne dobbiamo uscire allo scoperto, unirci e resistere insieme. Dobbiamo creare noi una unione che ci permetta di aprire il nostro cuore e trovare in noi la forza di reagire.Se non abbiamo le istituzioni dalla nostra parte allora creiamo noi le nostre Istituzioni, la nostra rete. Creiamo noi insieme qualcosa che ci protegga e ci restituisca la nostra dignità.Diciamo NO alla violenza domestica. Diciamo NO ai soprusi da parte di uomini che vogliono sfogare contro di noi le loro frustrazioni. Diciamo NO a tutti coloro che vogliono colpevolizzarci per giustificare i comportamenti violenti di uomini che non sono altro che animali allo stato brado.Con la paura non andiamo da nessuna parte e certamente non cresciamo i nostri figli in un ambiente sano. La nostra libertà dipende solo da noi e dalla violenza bisogna allontanarsi prima che sia troppo tardi.