La NATO dichiara guerra alla Russia

di SAMUEL COLOMBO

Avendo Biden in data 17 novembre 2024 autorizzato Zelensky all’utilizzo di missili a lungo raggio contro la Russia (anche se, per ora, limitati al solo territorio del Kursk) e avendo Kiev preso subito la palla al balzo e lanciato immediatamente due giorni dopo questi missili, di fatto la NATO entra in guerra contro la Russia. Perché questi missili, a differenza delle semplici armi finora inviate, non possono essere utilizzati se non con dati, informazioni, sistemi satellitari che l’Ucraina non ha e non è in grado di gestire. Ecco perché si parla di coinvolgimento diretto della NATO. Come rimarcato anche dal Ministro degli Esteri Lavrov che dal G20 di Rio de Janeiro ha affermato: “È impossibile usare questi missili ad alta tecnologia senza gli americani. Riteniamo che non un singolo Atacms (missile) possa essere usato senza la partecipazione di specialisti statunitensi. Reagiremo in modo appropriato.

Tutto questo dopo che Putin ci aveva avvertito a settembre 2024 con le parole: se Paesi occidentali daranno a Kiev l’autorizzazione ad usare i missili a lungo raggio contro il territorio russo, “ciò significherà che i Paesi Nato, gli Usa e i Paesi europei, sono in guerra con la Russia”.

Questo è un fatto di una gravità inaudita. Ma la cosa più grave è che la propaganda al servizio dell’imperialismo americano ha fatto sì che questa notizia passasse in sordina o comunque come un’azione normale e dovuta per non far vincere Putin in questa guerra contro l’Ucraina.

Si vuole a tutti i costi scatenare la Terza Guerra Mondiale. E di certo chi butta benzina sul fuoco non è il presidente russo.

Ora Putin cosa farà?

Difficile a dirsi. Ma temo che la risposta sarà inevitabile e doverosa. Intanto ieri, 19 novembre 2024, dopo il lancio da parte delle forze ucraine di missili americani in territorio russo Putin ha subito risposto aggiornando la sua dottrina nucleare espandendo il campo degli scenari d’impiego delle bombe atomiche.

Così si legge nel documento:

Una risposta nucleare da parte della Russia è possibile in caso di minaccia critica alla sua sovranità, anche con armi convenzionali, in caso di attacco alla Bielorussia come membro dello Stato dell’Unione, in caso di lancio massiccio di armi nucleari, aerei militari, missili da crociera, droni e altri velivoli e il loro attraversamento del confine russo”. Inoltre, un’aggressione “da parte di uno Stato non nucleare con il coinvolgimento o il sostegno di uno Stato nucleare, sarà considerata come un attacco congiunto“.

Questo significa che la Russia potrebbe dare una risposta nucleare anche ad attacchi non nucleari da parte dell’Ucraina con l’uso di missili occidentali.

Vedremo in tutto questo l’influenza che avrà Trump con la sua futura squadra di governo. Per ora sembra abbia dichiarato guerra non a Putin (che ritiene un amico) bensì all’Establishment. Vedremo sviluppi sempre in modo critico senza cadere in tifoserie da salotto.