di SAMUEL COLOMBO
John Fitzgerald Kennedy, 35° presidente degli Stati Uniti, è stato una delle figure più iconiche e controverse del XX secolo. La sua morte, avvenuta il 22 novembre 1963 a Dallas, in Texas, è un evento che continua a suscitare interrogativi e riflessioni su temi politici e sociali che erano al centro della sua presidenza.
Le battaglie politiche di Kennedy:
Kennedy è stato al centro di numerose battaglie politiche, sia a livello nazionale che internazionale. Tra i suoi principali successi ci sono:
La crisi dei missili di Cuba (1962). Un confronto ad alta tensione con l’Unione Sovietica che portò il mondo sull’orlo della guerra nucleare, ma che si concluse con il ritiro dei missili sovietici da Cuba e la promessa americana di non invadere l’isola.
La promozione dei diritti civili. Kennedy ha affrontato le sfide legate alla segregazione razziale negli Stati Uniti, sostenendo fermamente il movimento per i diritti civili e proponendo un programma legislativo che avrebbe poi portato alla storica Civil Rights Act del 1964, approvato dopo la sua morte.
Ma ora il punto chiave ed una delle regioni per le quali può essere stato tolto di mezzo:
Il discorso sulle società segrete
Uno degli interventi più celebri di Kennedy riguarda il suo discorso del 27 aprile 1961 all’American Newspaper Publishers Association, tenuto a New York. In quel discorso Kennedy parlò in modo deciso contro il segreto governativo e la minaccia rappresentata dalle società segrete, facendo riferimento a quelle che vedeva come forze che potevano minare la democrazia e la libertà. Il discorso ha suscitato molta attenzione, soprattutto per le sue parole contro il potere nascosto e le alleanze tra i gruppi elitari che operano dietro le quinte, minacciando la trasparenza e la giustizia.
Ecco alcuni passaggi chiave del discorso:
“Signore e Signori, la parola ‘segretezza’ è ripugnante, in una società aperta e libera. E noi come popolo ci siamo opposti, intrinsecamente e storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte, in tutto il mondo, ad una cospirazione monolitica e spietata, basata soprattutto su mezzi segreti, per espandere la sua sfera d’influenza, sull’infiltrazione anziché sull’invasione, sulla sovversione anziché sulle elezioni, sull’intimidazione anziché sulla libera scelta. E’ un sistema che ha reclutato ampie risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata, altamente efficiente, che combina operazioni militari, diplomatiche, di ‘intelligence’, operazioni economiche, scientifiche e politiche. Le sue azioni non vengono diffuse, ma tenute segrete. I suoi errori non vengono messi in evidenza, ma vengono nascosti. I suoi dissidenti non sono elogiati, ma ridotti al silenzio. Nessuna spesa viene contestata, nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare le controversie fosse un crimine per ogni cittadino. Sto chiedendo il vostro aiuto, nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano convinto che col vostro aiuto l’uomo diverrà quello che è nato per essere: libero e indipendente.”
Questo discorso, che sembra essere una critica diretta alle istituzioni governative e alle forze occulte che controllano la politica, è stato interpretato da alcuni come un richiamo a combattere la corruzione e l’influenza delle élite, sia dentro che fuori dal governo.
Kennedy, da presidente, si trovò spesso in conflitto con le agenzie governative, come la CIA, che operavano in segreto e fuori dal controllo pubblico.
L’eredità di Kennedy e l’assassinio
La morte di Kennedy ha segnato un punto di svolta nella storia americana. Il suo assassinio ha suscitato domande sulla stabilità politica del paese e sulla sua capacità di affrontare le sfide future. A distanza di decenni, la figura di Kennedy è stata idealizzata da molti come quella di un leader che avrebbe potuto portare l’America verso un futuro più giusto e prospero, ma la sua morte prematura ha lasciato un vuoto che è difficile da colmare.
Il 22 novembre, giorno del suo assassinio, rimane una data simbolica per gli Stati Uniti e per il mondo intero, perché segna non solo la fine di una presidenza promessa, ma anche l’inizio di una serie di domande irrisolte sulla politica americana, sul ruolo delle istituzioni e sul destino di una nazione che ha vissuto momenti di grande speranza ma anche di profonda inquietudine.
Ora la domanda è: che cosa abbiamo imparato noi da questi eventi? Sembra che ogni volta la storia si ripeta. L’uomo ancora una volta non vuole capire, rifiuta la verità, preferisce la menzogna, vivere nella menzogna. Forse perché spaventato dalla verità.
Più passa il tempo e più l’uomo è debole, senza valori, senza radici, senza identità. Più passa il tempo e più l’uomo è insicuro. La famiglia sotto attacco. La patria calpestata con un sovranismo che ha ormai lasciato spazio al globalismo. Dio e i Suoi insegnamenti abbandonati, trasformati, manipolati, sottomessi, adattati ai capricci umani.
Una società del genere è destinata a morire. Per quello io come giornalista e persona libera non posso far altro che rivolgere un appello a tutti gli uomini di buona volontà e chiedere ancora una volta di diffondere consapevolezza e combattere per una società giusta che rispetti la natura e la dignità umana.
La società di oggi ormai non ascolta più la voce della coscienza. Una società quasi totalmente in balia delle forze del male.
Ormai la corruzione e l’influenza di quelle che Kennedy chiamava società segrete ha raggiunto il culmine: nella politica, nello spettacolo, nella chiesa. Tutto è infetto. Ma non dobbiamo arrenderci sebbene lo sconforto, la desolazione, la paura bussino costantemente alla porta dei nostri cuori. La verità, la libertà e la fede non potranno mai essere estirpate totalmente da questo mondo. Ci saranno sempre uomini impavidi che non abbasseranno mai la testa. La storia ce lo insegna. Dio ha sempre suscitato uomini santi, uomini giusti nel momento del bisogno.
Ma chi sono questi uomini santi, questi uomini giusti? Sono forse angeli perfetti e senza peccato da ricercare all’interno della società?
No. Assolutamente no.
Ognuno di noi è chiamato ad essere quell’angelo. Quel guerriero che non smette di lottare per ciò che è giusto anche avendo il mondo contro.
Cari amici, dobbiamo capire oggi che la battaglia non è tra destra e sinistra. Tra vax e non vax. Tra no Putin e pro Putin. Tra filo israeliani e filo palestinesi. Eccetera. Ma tra il bene e il male.
Il grave problema di oggi però è che non si riesce più a capire dove sia il bene e dove sia il male. Questo è il vero problema.
Hanno talmente infettato le nostre menti e trasformato la menzogna in verità e verità in menzogna che la base, il popolo che dovrebbe lottare unito è diviso. Perché lo hanno diviso.
Hanno infettato le menti, indurito i cuori e diffuso diaboliche teorie che l’uomo oggi non sa più chi è. Là dove c’era ordine hanno portato il caos. Dove c’era libertà, anarchia. Dove c’era amore, disordine e depravazione.
Solo tornando a Dio possiamo risollevarci. Solo tornando a Dio possiamo resistere. Solo tornando a Dio possiamo mantenerci saldi sulla strada da percorrere in questi tempi oscuri.














