di SAMUEL COLOMBO
Il Natale in Russia, nel 2024, viene celebrato in modo peculiare, a causa di una serie di fattori storici, culturali e religiosi che hanno modellato le tradizioni natalizie del Paese. Sebbene le celebrazioni natalizie siano molto sentite, il modo in cui viene festeggiato dipende molto dalle diverse tradizioni religiose, regionali e storiche.
La data del Natale in Russia
In Russia, il Natale viene celebrato il 7 gennaio, in accordo con il calendario giuliano, che è utilizzato dalla Chiesa ortodossa russa per determinare le festività religiose. Questo significa che il Natale ortodosso cade circa 13 giorni dopo il Natale che si celebra il 25 dicembre nel calendario gregoriano, usato nella maggior parte del mondo. Di conseguenza, il 25 dicembre non è generalmente una data di celebrazione per la maggior parte dei russi.
Le tradizioni religiose e culturali
La religione gioca un ruolo fondamentale nelle celebrazioni natalizie russe. La Chiesa ortodossa russa celebra il Natale come un evento profondamente spirituale, un momento di riflessione e di preghiera. Durante la Vigilia di Natale, che precede il 7 gennaio, molte famiglie partecipano alla messa di mezzanotte o alla liturgia natalizia in chiesa. Ma prima di ciò il consueto periodo di 40 giorni di Avvento dove i fedeli praticano il digiuno, che dura fino alla messa di mezzanotte, dove la gente si riunisce per rendere omaggio alla nascita di Gesù.
Il Koliadki (tradizione di cantare canti natalizi) è una delle tradizioni più popolari legate al Natale in Russia. I bambini e talvolta anche gli adulti, vanno di casa in casa cantando canti natalizi tradizionali in cambio di dolci e piccoli regali. Questo scambio di canti e doni rappresenta una forma di benedizione reciproca.
La cucina natalizia
Il Natale in Russia è anche una festa del cibo. La tradizione vuole che il 6 gennaio, nella Vigilia di Natale, la famiglia consumi un pasto di 12 piatti, che simboleggiano i 12 apostoli. I piatti sono spesso vegetariani, in quanto il digiuno ortodosso prevede di astenersi da carne e latticini prima di partecipare alla messa natalizia. Tra i piatti tipici ci sono borsch, kasha (un porridge di cereali), pelmeni (ravioli ripieni), salmone affumicato e, ovviamente, il piatto simbolico sochivo, una sorta di pappa dolce a base di grano cotto con miele, noci e frutta secca.
L’albero di Natale e la decorazione
L’albero di Natale è una tradizione relativamente recente in Russia, che è stata ripristinata dopo la fine dell’era sovietica. Durante il periodo sovietico, la celebrazione del Natale fu in gran parte bandita, poiché il regime comunista promuoveva una visione laica della festività. Tuttavia, l’albero di Natale (chiamato Yolka) è diventato un simbolo di Capodanno, che si festeggia il 31 dicembre. Dopo la fine dell’Unione Sovietica, l’albero di Natale è tornato a essere un elemento centrale anche per il Natale ortodosso. L’albero è solitamente decorato con luci colorate, stelle dorate e palline di vetro, e spesso ai suoi piedi vengono collocati doni per i bambini.
Il personaggio di Ded Moroz
Un altro personaggio simbolo delle festività natalizie russe è Ded Moroz (Nonno Gelo), che è simile a Babbo Natale. Ded Moroz è una figura che porta doni ai bambini nella notte del 31 dicembre e durante il Capodanno, ma in alcune tradizioni natalizie lo si vede anche nei giorni che precedono il 7 gennaio. Ded Moroz, accompagnato dalla sua nipote Snegurochka (la Fata di Neve), visita le case portando regali ai bambini, una tradizione che si intreccia con le celebrazioni del Nuovo Anno e con la festività del Natale.
Il Natale in Russia oggi: una riscoperta della fede
Nel contesto odierno, la Russia sta vivendo una rinascita spirituale dopo il periodo di ateismo forzato durante l’Unione Sovietica. La Chiesa ortodossa russa sta riconquistando un ruolo centrale nella vita sociale e culturale, e le celebrazioni natalizie sono sempre più radicate nella tradizione cristiana. I russi si sentono molto legati alla fede cristiana ortodossa, con un crescente ritorno alle pratiche religiose e alle tradizioni. Questo è un forte contrasto con l’Occidente, dove il Natale sta assumendo connotazioni sempre più secolari e politicamente orientate.
Negli ultimi anni, in molte nazioni occidentali, il Natale è stato usato come strumento per promuovere politiche sociali e politicamente corrette, come il supporto all’immigrazione e i diritti LGBTQ+. Un esempio emblematico di questo cambiamento si può osservare in alcune rappresentazioni del Natale, dove i presepi sono stati modificati per includere due Madonne o più San Giuseppe. Questi simboli, purtroppo, stanno trasformando una festa cristiana in una piattaforma per diffondere ideologie politiche, spesso in conflitto con i valori tradizionali della religione cristiana.
Al contrario, in Russia, dopo la fine dell’Unione Sovietica, il Natale sta tornando sempre più alle sue radici cristiane, celebrato con rispetto per la tradizione religiosa ortodossa. Questo ritorno alla fede è stato accompagnato da un rafforzamento dei legami tra la Chiesa e la società, con le festività natalizie che sono diventate non solo momenti di celebrazione familiare, ma anche di profonda riflessione spirituale. L’Occidente, invece, sembra sempre più secolarizzato, con un progressivo allontanamento dalla fede religiosa e una crescente assenza di significato spirituale nelle celebrazioni natalizie.
Il Natale in Occidente: il declino della fede cristiana
In molte nazioni occidentali, in particolare in Europa, si sta assistendo a una crescente ateizzazione della società, che si riflette anche nelle tradizioni natalizie. Il Natale, purtroppo, viene sempre più percepito come una festività commerciale e consumistica, distogliendo l’attenzione dalla nascita di Cristo e dai valori cristiani che dovrebbero essere al centro di questa celebrazione. I simboli religiosi, come la natività e la messa di mezzanotte, vengono sostituiti da immagini laiche e politicamente corrette, che riflettono una visione del mondo che spesso entra in contrasto con la fede tradizionale.
In sintesi, il Natale in Russia, nel 2024, è una celebrazione che sta tornando alle sue radici cristiane ortodosse, contrapposta all’Occidente, dove il Natale sta assumendo sempre più una forma svuotata di significato religioso, usata per fini politici e ideologici. In un contesto globale segnato da profondi cambiamenti, la Russia sembra mantenere viva la sua fede tradizionale, mentre l’Occidente sembra sempre più lontano dai principi che avevano originariamente dato vita a questa festività.













