di SAMUEL COLOMBO
Perché è l’uomo di punta della massoneria in Ucraina (e qui non mi riferisco ad appartenenza a logge ma ad obiettivi comuni tra chi collabora per la creazione di un nuovo ordine mondiale unipolare). Perché non è una vittima ma il carnefice. Elogiato dall’Unione Europea non per la sua resistenza ma per essere la testa di cuoio contro la Russia. Lui ha deciso liberamente di fare il Giuda a spese del suo popolo. Lui è il primo responsabile. La sua elezione è stata preparata a tavolino. Con una serie televisiva ben orchestrata dove interpretava proprio il presidente dell’Ucraina. Per anni ha incantato il suo popolo che ora tiene in ostaggio con legge marziale e pretoriani neonazisti. Messo lì con un obiettivo ben preciso: usare il suo Paese come arma contro i russi e fare di tutto per portarlo nella NATO. Ma io dico: non bisogna essere dei geni per capire che l’entrata dell’Ucraina nella NATO è una chiara provocazione nei confronti della Russia e della sua sicurezza nazionale (vedi Kennedy e i missili a Cuba). Poi la questione del Donbass mai affrontata con serietà dalla Comunità Internazionale, i laboratori di armi chimiche al confine, l’avanzata e il potere dei neonazisti, eccetera.
Putin per anni ha cercato di spiegare, far capire ciò che stava accadendo. Per anni è stato paziente con infami e bugiardi in Europa che lo hanno solo preso in giro. Vipere che hanno sempre e solo tramato alle sue spalle. Gente che non sa cosa vuol dire l’onore o rispettare i patti. Gente che fa accordi che poi disattende per ordini superiori. Alla fine è stato costretto ad intervenire.
Ora Zelensky va in giro a fare la vittima rivoluzionaria. Quello che resiste al gigante e cattivo russo. Lui incassa money, la sua gente muore. Un infame dittatorello. Finto buono. Anche il modo di vestirsi: tutto studiato. Sta solo recitando una parte. L’ennesima.
Hanno sbagliato i politici ad accettare e poi sottomettersi alla narrazione dominante che vuole mostrare a tutti i costi uno Zelensky aggredito quando per anni la popolazione russofona è stata massacrata, dopo il colpo di stato del 2014 voluto e favorito dagli Stati Uniti o meglio dal Deep State americano. “Il governo ucraino – come ci ha riferito anche la giornalista francese Anne-Laure Bonnel – ha bombardato il suo popolo” (vedi link). E poi ucciso giornalisti scomodi come il nostro connazionale Andrea Rocchelli (vedi link). Perché di questo non se ne parla? Perché si preferisce tacere o minimizzare? A chi fa comodo continuare a sparare a zero su Putin? Prima elogiato e poi abbandonato e dipinto come un mostro. Per non essersi voltato dall’altra parte. Per essere corso in aiuto di popolazioni massacrate. Per essere intervenuto in difesa del proprio Paese minacciato da un’alleanza militare ostile che vuole vedere missili installati nel suo giardino di casa. Quanti opportunisti. Quanti falsi amici. Quanti ipocriti. Gli stessi che ora invece di sostenere Trump in questa ricerca della pace fomentano la guerra gettando continuamente benzina sul fuoco. Uomini e donne senza moralità, senza dignità. Freddi calcolatori governati solo dalla ricerca di consenso o in balia di ricatti. Che vergogna! A questo si è ridotta la nostra politica, il giornalismo, la società intera?














